Nella politica, così come nel quotidiano, una delle cose più belle è potersi confrontare. Esprimere le proprie idee e opinioni, condividerle con le persone, dibatterle e ascoltare le diverse “campane”.

Perché se tutti la pensassimo allo stesso modo, avessimo le stesse idee, fossimo sempre in assoluto accordo, sapreste che noia?

E poi il confronto è uno di quei pilastri su cui regge la Civiltà, intesa come espressione dell’essere umano.

Ma quando parliamo di confronto, di Civiltà, di essere umani, Adinolfi chi?

Chi o cosa rappresenta?

Io accetto chi la pensa in maniera diversa su temi cruciali come legalizzazione della cannabis, Unioni Civili, LGBT, eutanasia; accetto anche chi al concetto di “libertà” dà le proprie declinazioni, in base alle proprie convinzioni. Ma l’ago della bilancia deve tendere sempre ad un confronto civile, di rispetto, di conoscenza.

Ma non posso accettarlo nel momento in cui si irrompe con assoluta e arrogante ignoranza, con pochezza culturale, come si è pronunciato Mario Adinolfi:

“Hitler almeno i disabili li eliminava gratis”

E tu, caro ADinOLFi, ti rendi un essere spregevole e vergognoso al pari di colui che si è reso  protagonista di una delle più grandi tragedie dell’umanità intera. Ecco chi sei. E non rappresenti nulla.

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Classe ’77, Operatore Tecnico Specializzato 118 e formatore BLSD e PTC, ex Portavoce Comitato Possibile 5.0 di Genova, orgogliosamente Possibilista.

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Classe ’77, Operatore Tecnico Specializzato 118 e formatore BLSD e PTC, ex Portavoce Comitato Possibile 5.0 di Genova, orgogliosamente Possibilista.

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