Sul viadotto crollato lungo la Torino-Savona non bisogna giungere a conclusioni affrettate, perché è davvero troppo presto per dire ogni cosa.

Certo, un fatto è evidente: ancora una volta la Liguria è in seria difficoltà e non vogliamo più tornare con il pensiero al 14 agosto, giorno della tragedia del Ponte Morandi.

Bisogna comprendere le cause di questo nuovo cedimento e proseguire con rigorosi e costanti lavori di prevenzione e controllo.

Lo dichiara il deputato genovese di èViva, Luca Pastorino, segretario di presidenza alla Camera per Leu.

Quello della Liguria è un territorio fragile – aggiunge Pastorino – c’è la necessità di affrontare il dissesto idrogeologico.

Bisogna aggredire il tema della messa in sicurezza: sono le priorità per affrontare vere emergenze.

Bisogna lavorare tutti insieme, con costanza su questo argomento, senza slogan né ansia di propaganda come è avvenuto in passato .





Concordo pienamente con le parole di Luca e questo è un messaggio che deve essere ben recepito dalla Politica ma anche da tutte le persone.

In queste ore si legge davvero di tutto; sui social si è subito scatenata la gara a chi la spara più grossa, senza minimamente curarsi dell’attendibilità di certe affermazioni né delle proprie competenze nell’esternarle.

E’ comparso davvero di tutto e non sono mancate, ovviamente, anche “prove fotografiche” che non hanno alcuna attinenza con il luogo della scampata tragedia, almeno dal punto di vista delle perdite umane.

Il costone di un’intera montagna è franato a valle, travolgendo tutto ciò che si è trovato davanti.





In questo caso, sebbene io non sia certo qui a difendere ASPI o altri gestori, imputare colpe e sentenze ha davvero poco senso perché, al netto delle condizioni statiche di una qualsiasi struttura, poco si può fare dinnanzi alla mole e agli effetti di un impatto di queste proporzioni.

La questione vera sulla quale ci si deve concentrare è che abbiamo un’emergenza della quale non si è ancora preso del tutto coscienza; non solo dalla parte politica.

I nostri territori sono saturi e da decenni non ricevono cura e attenzione; per decenni si è costruito, deviato e ristretto corsi d’acqua, impermeabilizzate intere aree senza più garantire il naturale sfogo.

Oggi è necessario mettere prioritariamente al primo posto di qualsiasi agenda gli effetti che hanno portato a questo enorme dissesto, attuare tutte le misure preventive possibili e ripensare completamente i territori, preservandoli e facendo manutenzione.

Dobbiamo fermare il consumo di suolo che, sebbene la Liguria sia la regione meno divoratrice in Italia, vede proprio la provincia di Savona al secondo posto, dopo Genova, fra le provincie della Regione con il maggior consumo di suolo: solo nel 2017, nel savonese, sono stati divorati 125 chilometri quadrati.

Dobbiamo prendere atto che c’è un’emergenza climatica da affrontare, la cui origine siamo noi, l’uomo, ed ora di finirla di utilizzarla solo per finti proclami e ritorni di immagine. Bisogna agire e bisogna farlo adesso.

E infine bisognerebbe fare anche un’altra cosa, tutti: smettere di fare i “leoni da tastiera” e seguire l’onda dell’ignoranza o ripetere frasi fatte e slogan populisti che non portano a nulla. Rimboccarsi le maniche e fare tutti la propria, anche piccola, parte potrebbe essere senza dubbio una soluzione più efficace.

Vale per i politici e non.





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Classe ’77, Operatore Tecnico Specializzato 118 e formatore BLSD e PTC, ex Portavoce Comitato Possibile 5.0 di Genova, orgogliosamente Possibilista.

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Classe ’77, Operatore Tecnico Specializzato 118 e formatore BLSD e PTC, ex Portavoce Comitato Possibile 5.0 di Genova, orgogliosamente Possibilista.

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