Luigi Di Maio non perde occasione, come nell’ultimo viaggio in Cina, per dire a tutti e tutte che non utilizza i voli di Stato per le missioni di governo. Le pance delle persone si gonfiano, certo, ma la loro sicurezza?

In queste ultime ore il web si è scatenato sulla vicenda del video di Luigi Di Maio che, a bordo del volo Klm per Amsterdam, dal quale trasborderà poi su quello per la Cina, mostra il biglietto “economy” dichiarando che, come per i tre mesi precedenti, non utilizza i voli di Stato per le missioni di governo e viaggia in classe economy come le persone “normali“.

Che poi, a dirla tutta, se potessi fare un viaggio in business non è che mi sentirei “meno normale”; starei semplicemente più comodo.

Succede dunque, tornando a noi, che c’è subito chi si prende la briga di andare a verificare se effettivamente Di Maio stesse dicendo il vero. 

Viene utilizzato un fotogramma del biglietto mostrato dal ministro durante il video e, commettendo un errore gravissimo, si utilizza esclusivamente il solo numero di posto, il 5C, per verificare sul sito di KLM l’effettiva ubicazione di classe di quel posto. 

Il KL 1604 viene svolto con un 737-800 per il quale la KLM, sul proprio sito, mostra lo schema di configurazione “standard” dei posti e dalla quale, effettivamente, risulta che il posto 5C sarebbe, di norma, collocato nella Business Class. 

L’errore grave, però, è stato quello di non osservare che, in realtà, le configurazioni sono modulabili a seconda delle rotte che un aeromobile deve esercitare. E, anche nel caso del volo KLM, la configurazione “standard” del 737-800 è rimodulata trasformando a tutti gli effetti in “classe economy” i posti business come il 5C

Altro grave errore, forse ancor più del precedente, è stato non osservare attentamente le diciture riportate sul biglietto di Di Maio: la lettera M, che nei voli Sky Team identifica chiaramente la classe “full economy”.

Distrazioni non da poco che, anche in questa occasione, hanno fatto sì che gli algoritmi delle “bestie” utilizzate da Lega e M5S dessero i risultati sperati.

Badate che le “bestie” non mirano a un bene e a un male; non è il loro scopo. Lo scopo è quello di monitorare costanza e crescita, o decrescita, del gradimento da una parte e il non consenso dall’altra, con l’obiettivo di ricondurlo sul fronte opposto per innescarvi ancora più vigore e convincimento e, gradatamente, rosicchiare lentamente il fronte del non consenso.

E anche in questo caso tutto ha funzionato come da copione; la dimostrazione l’avete nel successo ottenuto dal contro post fotografico di un paio d’ore fa, in cui Di Maio replica alla “fake” mostrando non solo il biglietto Fiumicino – Amsterdam, ma anche quello Amsterdam – Chengou, che fino a questo momento non aveva, saggiamente, ancora mostrato. E sono entrambi in classe Economy.

Oltre 12.000 condivisioni e più di 18.000 reazioni in appena due ore. Ditemi, secondo voi ha funzionato o no?

Ha funzionato, eccome se ha funzionato.

E funziona perché, purtroppo, il sistema comunicativo si basa esclusivamente su ciò che ha voluto costruire nel tempo, sfruttando la “pigrizia” culturale delle persone che sempre più non approfondiscono i temi ma si concentrano, la dico banalmente, sui titoli in grassetto senza leggerne i successivi contenuti. 

E così le pance si gonfiano, da una parte e dall’altra. Ed è tragico.

Allora, anche perché devo tornare necessariamente al punto focale di questo articolo, vorrei offrirvi qualcosa di più sostanzioso da mettere in pancia; se non altro per ovviare, almeno in parte, agli effetti collaterali e spiacevoli del continuare ad introdurvi aria.

Non utilizzare i voli di Stato, quando questi realmente necessari, è una scelta molto discutibile sia in termini economici sia in termini di sicurezza collettiva.

Partiamo dalla sicurezza collettiva per la quale nessuno e dico nessuno, sta osservando che ogni qualvolta un alto esponente di governo sale su un volo di linea per ottemperare ad una missione governativa, pregiudica e compromette la sicurezza di tutti i passeggeri che si trovano, loro malgrado, su quello stesso volo.

Voi direte: “ma le misure di sicurezza devono essere tali da prevenire ogni rischio e non può essere soggettiva”.

E’ vero; così come è vero che le stesse misure di sicurezza si alzano di livello qualora ve ne sia una specifica motivazione (e un vice presidente del consiglio lo è), innalzando ancora di più le misure a protezione della collettività.

Ma è altrettanto vero che un aereo normalmente vigilato dalle procedure standard di sicurezza si trasforma in obiettivo sensibile nel momento stesso in cui quelle procedure divengono speciali. Con buona pace di coloro che vi sono a bordo.

Non è quindi molto intelligente, a mio avviso, esporre centinaia di persone “normali” a dei potenziali rischi che, ineluttabilmente, si innescano nel momento in cui un ministro di governo si mischia a loro; economy o business che scelga.

Si sta dando attenzione ad una propaganda stupida senza tenere conto di queste variabili; un po’ come se, in questo caso, il titolo in grassetto fosse: viaggio in economy con te e faccio risparmiare qualche centinaio di euro a tutti.

Il resto chi se ne frega.

E allora, parlando di spesa economica, davvero siete certi che queste scelte siano oggettivamente un risparmio?

Ebbene, se ci fermiamo al titolo in grassetto sì; ma se approfondiamo, se andiamo oltre, io non credo proprio.

Gli aerei di Stato, che si usino o meno, costano. Costano in manutenzione, costano in fermo hangar, costano in personale addetto al volo (anche se non vola) e in personale tecnico. 

E’ un apparato di Stato, in convenzione, che impiega risorse e che ha comunque un costo. 

Un alto esponente di governo non viaggia solo, soprattutto in missione. C’è un intero staff fra collaboratori e sicurezza che lo accompagnano. E anche a loro bisogna assicurare un biglietto, economy o business che sia. 

Forse risparmiamo qualcosa in termini di carburante ma per il resto, ditemi, dove sarebbe il vero risparmio?

Concludo qui. Dicendovi che non ho volutamente riempito di cifre, tabelle e calcoli questo articolo; non l’ho ritenuto necessario.

Ho ritenuto più necessario fare delle riflessioni molto semplici; che potremmo fare tutti e tutte se solo abbandonassimo una volta per tutte questa brutta abitudine di fermarsi ai titoli in grassetto.

D’altronde, ditemi, se vi foste fermati al solo titolo di questo articolo avreste letto della “bestia” e del farlocco risparmio economico?

P.S.: qualcuno potrebbe chiedere a Di Maio e Toninelli come hanno preso la risposta di Ethiad che ha rifiutato la rescissione del contratto di leasing del famoso Air Force Renzi?

Ah.. non lo sapevate?

E allora vedete che ho ragione io; vi fermate ai titoli in grassetto

Datemi retta, leggete, approfondite, informatevi. 

Un caro saluto a tutti e tutte voi. 

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Classe ’77, Operatore Tecnico Specializzato 118 e formatore BLSD e PTC, ex Portavoce Comitato Possibile 5.0 di Genova, orgogliosamente Possibilista.

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Classe ’77, Operatore Tecnico Specializzato 118 e formatore BLSD e PTC, ex Portavoce Comitato Possibile 5.0 di Genova, orgogliosamente Possibilista.

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