Era il 21 marzo del 1968, cinquant’anni fa. Diciannove vite, ignare di quanto stesse per accadere, si apprestavano a chiudere una normale giornata, ognuna nelle sue consuetudini; una lunga giornata piovosa, diciotto ore consecutive di pioggia.

E proprio alle 18 di quella stessa giornata ciò che nei giorni, nei mesi precedenti, aveva già dato segni tangibili di allarme volutamente sminuiti, si abbatté con violenza distruttiva sul civico 8 di Via Digione, trascinando con sé 34 appartamenti e diciannove vite umane.

Non si diede importanza e la dovuta attenzione a quei piccoli smottamenti, fenomeni precursori che stavano avvisando dell’imminente disastro.

Erano gli anni dell’urbanizzazione, dell’edificazione che aveva preso la mano, un po’ troppo la mano, ignorando le più basilari regole di rispetto dei territori e della loro fragilità.

Genova era in espansione, non c’era tempo per fermarsi a considerare i rischi e non c’era tempo per vagliare tutte le perizie che ne corroboravano le tesi.

Quella collina, la collina degli Angeli, doveva essere edificata ad ogni costo. E il conto, infatti, non tardò ad arrivare.

La storia insegna, si dice, anche se spesso sono insegnamenti amari, difficili da digerire.

Eppure la storia insegna, anche a distanza di 50 anni, ma non è sempre detto che questi insegnamenti siano raccolti.

Il dissesto idrogeologico è un tema forte tanto a Genova quanto in tutto il nostro Paese eppure, ancora oggi, è spesso ignorato con continue edificazioni, tombamenti o deviazioni di rivi (Genova ne è un lampante esempio), contenimento di falde acquifere, palificazioni di terreni dichiaratamente instabili quanto fragili.

Cementificazioni che divorano suolo, con percentuali altissime, tanto che a Genova alcune zone registrano punte dell’ottanta per cento.

Continuare a consumare suolo equivale a innescare un’implosione naturale dello stesso e, prima o dopo, l’atto di ribellione arriva ed è travolgente, inesorabile e portatore di morte.

Cinquant’anni fa Via Digione, per non dimenticare oggi gli errori del passato, per non ripeterli nel futuro.

Stop al consumo di suolo.

 

 

 

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Classe ’77, Operatore Tecnico Specializzato 118 e formatore BLSD e PTC, ex Portavoce Comitato Possibile 5.0 di Genova, orgogliosamente Possibilista.

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Classe ’77, Operatore Tecnico Specializzato 118 e formatore BLSD e PTC, ex Portavoce Comitato Possibile 5.0 di Genova, orgogliosamente Possibilista.

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