REGOLA NUMERO 1: SEMPRE LEGGERE PRIMA DI CONDIVIDERE E DI COMMENTARE.

A me sembra che, in tutta questa storia, come al solito, nessuna o nessuno si sia presa/o la briga di leggere davvero il post incriminato e sia subito partita la gara a “dimostrarci migliori” perché “noi” a differenza di “loro”, non augureremmo mai del male a nessuna o nessuno.

E allora, senza un minimo di fact checking (è un post su Facebook, non un trattato di 800 pagine!) abbiamo iniziato a leggere accuse al giornalista che ha “augurato il suicidio” a Salvini.

Alzi la mano chi non ha mai detto in vita sua qualcosa tipo “se continui così finisce che ti spari”; beh, è un modo di dire, che a volte, anzi direi sempre, viene usato per spronare la persona cui è rivolto a cambiare qualcosa nella sua vita, per migliorarla, non certo per toglierla dai piedi.





E quindi, magari, la lettera aperta avrà avuto un tono troppo confidenziale, mentre da un giornalista ci si aspetterebbero sempre toni professionali e neutri (davvero? Avete mai davvero letto articoli, notate bene: articoli, non post su facebook, di gente come Feltri, Belpietro, Sallusti, Giordano, Travaglio….), ma meritava tutta questa attenzione?

Spesso ci lamentiamo di quanto la disinformazione sia nociva e di quanto abbia contribuito e contribuisca al successo di Salvini e della Lega, la famosa “bestia” salviniana ha una buona dose di responsabilità nella circolazione di notizie spesso puramente inventate e che devono la loro diffusione soprattutto al fatto che chi le pubblica si limita alla lettura del titolo e raramente legge l’intero articolo.

Questa volta, però, mi sembra che lo stesso meccanismo (abilmente messo in moto sempre da lui, che ovviamente non ha perso l’occasione per fare la vittima), ha coinvolto non solo la schiera dei suoi fans, ma pure molti tra i suoi oppositori, che si sono subito affrettati a dichiarare la loro solidarietà all’ex ministro.

La corsa a dimostrarsi “migliori” ha forse fatto perdere un po’ di lucidità, che è quella che normalmente ci fa consigliare sempre di leggere (e capire) le cose prima di commentarle.





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Classe 66. Nata e cresciuta a Genova. Ho studiato russo al Liceo Deledda, mi sono laureata in Economia e Commercio. Lavoro come impiegata amministrativa. Ho una figlia.
Sognatrice, ma coi piedi ben piantati a terra. Co Portavoce del Comitato Possibile Full Monty di Genova.

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