La governatrice di Tokyo, Yuriko Koike, ha presentato ieri, 30 giugno, un nuovo sistema di allarme per il coronavirus basato maggiormente sui pareri di esperti in virologia, più che su precisi obiettivi e livelli numerici.

L’annuncio segue un recente aumento dei casi di positività alla Covid-19 nell’area metropolitana della capitale giapponese. Tokyo adotterà quattro sistemi di monitoraggio tesi a fornire un quadro attendibile della gravità della pandemia a Tokyo, basato non soltanto sui casi di positività, ma anche e soprattutto sullo stato di stress e la capacità del sistema sanitario.





Contrariamente al precedente sistema di allarme adottato da Tokyo, la situazione di emergenza non scatterà più automaticamente al raggiungimento di una soglia numerica fissa di contagi, ma su sette criteri di monitoraggio, incluso il numero dei nuovi pazienti ricoverati e dei casi gravi. Il numero dei casi di positività verrà raffrontato a quello dei test diagnostici effettuati, dando enfasi soprattutto al tasso di positività al coronavirus.

La governatrice Koike ha dichiarato che la sua amministrazione “non intende più attivare un interruttore al raggiungimento di una determinata soglia numerica, ma adottare piuttosto una visione olistica” della situazione epidemica.





Il governo metropolitano di Tokyo ha confermato 50 nuovi contagi da coronavirus ieri, 30 giugno, un dato quasi analogo ai 60 contagi del giorno precedente, che ha registrato il peggior bilancio giornaliero nell’area della capitale del Giappone dal 5 maggio scorso e dalla fine delle misure di emergenza nella capitale giapponese, alla fine di maggio.

La traiettoria dei contagi ha rinnovato i timori per una seconda ondata pandemica: dallo scorso maggio i contagi hanno ripreso una lenta parabola crescente, stabilizzandosi sopra i 30 casi giornalieri. A Tokyo sono aumentati i contagi non tracciati, e dunque le autorità sanitarie sono preoccupate per la possibile presenza di focolai di infezione ignoti.





Dall’inizio dell’emergenza sanitaria globale, Tokyo ha registrato 6.220 casi di contagio da coronavirus, il bilancio peggiore tra le 47 prefetture del Giappone.

Il governo del Giappone ha revocato il 18 giugno tutti i limiti residuali agli spostamenti sul territorio nazionale decretati in risposta alla pandemia di coronavirus.





L’esecutivo guidato dal primo ministro Shinzo Abe aveva già revocato lo stato di emergenza nazionale lo scorso 25 maggio, ma aveva confermato la richiesta ai cittadini giapponesi di evitare i viaggi non essenziali nell’area di Tokyo e nelle adiacenti prefetture di Chiba, Kanagawa e Saitama, dove in questi giorni continuano a registrarsi nuovi casi di contagio da Covid-19.

Il governo ha però stabilito che il virus sia pienamente sotto controllo. La revoca di tutti i vincoli agli spostamenti sul territorio nazionale apre la strada al graduale rilancio dell’industria del turismo, tra le più colpite dalle ricadute della pandemia.

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Classe ’77, Operatore Tecnico Specializzato 118 e formatore BLSD e PTC, ex Portavoce Comitato Possibile 5.0 di Genova, orgogliosamente Possibilista.

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Classe ’77, Operatore Tecnico Specializzato 118 e formatore BLSD e PTC, ex Portavoce Comitato Possibile 5.0 di Genova, orgogliosamente Possibilista.

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