bussola

Il fatto che alcuni esponenti politici non abbiano nozioni geografiche o, volendoli giustificare, non prestino attenzione a ciò che i rispettivi staff della comunicazione propagandano per loro conto , la dice assai lunga su quale sia il livello di affezione che questi personaggi abbiano nei confronti delle platee alle quali si rivolgono.

E’ trascorso quasi un anno dalle regionali liguri ma ancora risuona la gaffe di Giovanni Toti, allora candidato alla Presidenza della Regione Liguria, che collocò Novi Ligure nell’area geografica della Liguria. Una gaffe d’esordio nella sua neonata campagna elettorale che lui stesso tentò di giustificare dicendosi confuso dalle parole di Gerardo Greco (Conduttore di Agorà), anch’esso caduto indubbiamente in errore, che riferendosi ad un precedente intervento in trasmissione di Manuela Rapetti collocava la stessa come residente in Liguria. Tutto vero; ma la conferma all’errore di Greco giunse proprio da Toti che aggiunse: “sì, abita a Novi…” . E il giorno seguente Toti rincarò dichiarando ” “io e mia figlia abitiamo in Liguria e sarebbe un onore governarla”; certo…ma sarebbe anche un’onore conoscerla. Nonostante questo, Giovanni Toti è poi diventato Presidente della Liguria ma non certo per merito e nemmeno per simpatia.

E’ di pochissimi giorni fa, invece, la gaffe della Lega che ritrae Matteo Salvini su una locandina di propaganda ad un comizio di Grosseto che, però, ha come sfondo l’immagine di Piazza del Campo a Siena. Anche in questo caso non sono mancati i tentativi di minimizzare il fatto, addossando le responsabilità ad un errore o, forse, ad una prova grafica dello staff sfuggita al controllo. Eppure, per quanto si tenti di dare giustificazioni, fa davvero strano che uno staff esegua una prova grafica inserendo per sfondo una città del tutto differente da quella impressa a caratteri cubitali sulla medesima locandina. Ancor più strano è che lo stesso Salvini, abituato a regionalizzare sempre le sue visite con felpe o maglie recanti i nomi delle città che visita, non supervisioni preventivamente i banner.

Ma il problema vero non sono gli stati confusionali di un millantante ligure distratto e nemmeno le sviste grafiche di un leader federalista. La criticità vera è nella differenza ideologica fra un approccio per opportunità piuttosto che a un approccio per reale interesse e attenzione non solo ad un territorio (ma anche di una Nazione) specifico ed elle sue problematiche, ma anche e soprattutto alla comunità che insiste nello stesso e alle sue necessità. L’opportunità di ricoprire un ruolo, una carica istituzionale di rilievo, per portare giovamento e lustro al proprio ego e a quello del proprio partito, a discapito della reale conoscenza, della cultura dei luoghi e della loro storia, degli elementi caratterizzanti del vivere comune, dell’interesse comune. Ideologia che demolisce la base per costruirsi su se stessa; per arrivare in alto fino a perdere l’orientamento. Ecco, questa è la bussola degli ignoranti, oggetto non facile da trovare ma paradossalmente in possesso di molti; perché sia chiaro, Toti e Salvini sono solo un esempio in mezzo a tanti.

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Classe ’77, Operatore Tecnico Specializzato 118 e formatore BLSD e PTC, ex Portavoce Comitato Possibile 5.0 di Genova, orgogliosamente Possibilista.

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Classe ’77, Operatore Tecnico Specializzato 118 e formatore BLSD e PTC, ex Portavoce Comitato Possibile 5.0 di Genova, orgogliosamente Possibilista.

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