Niente da fare. Quando ci si abitua a ragionar da soli ci si identifica così tanto in se stessi da perdere qualunque barlume di lucidità. E’ un loop mentale, travolgente, pericoloso.

E’ come guardarsi allo specchio convincendosi che il riflesso sia in realtà il mondo esterno; la stessa immagine riflessa che si moltiplica all’infinito. Ma l’immagine è solo una. Ed è pure triste.

Se si perde la capacità di sentirsi fra gli altri, come gli altri, di sentirsi partecipi e partecipati, di far parte di qualcosa e non di essere qualcosa di parte al di sopra di tutto e di tutti, si perde (fra gli altri) un valore essenziale: l’essere democratici. 

Un valore che il PDNazionale ha perso da tempo e che, al contrario, non perde occasione per affermarlo autoritariamente.

Son cose che succedono quando vuoi fare la sinistra con le cose della destra; poi ti ci abitui e non ne esci più.

In effetti è l’unico partito democratico che è riuscito a farlo. Bisogna darne atto, democraticamente parlando.

Poi ci sono quei partiti che, per fortuna, non hanno perso né identità né valori. Quelli che sono rimasti democratici non nel riflesso del nome ma nei fatti, nell’espressione e nelle espressioni.

Ce ne sono molti e liberamente, democraticamente, potete fare la vostra scelta.

Magari, se può esser utile a dipanare eventuali imbarazzi, permettetemi – anzi, permetteteci – un suggerimento:

Trasforma la tua dichiarazione dei redditi in una dichiarazione dei diritti, di tutte e tutti

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Classe ’77, Operatore Tecnico Specializzato 118 e formatore BLSD e PTC, ex Portavoce Comitato Possibile 5.0 di Genova, orgogliosamente Possibilista.

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Classe ’77, Operatore Tecnico Specializzato 118 e formatore BLSD e PTC, ex Portavoce Comitato Possibile 5.0 di Genova, orgogliosamente Possibilista.

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