Era il 13 Settembre, quando, con un video in diretta il ministro Toninelli annunciava l’avvenuta approvazione del “Decreto Genova” da parte del Consiglio dei Ministri. Il giorno successivo, a Genova, in una Piazza De Ferrari stracolma di persone per l’evento commemorativo “Genova nel cuore”, il premier Conte, agitando dei fogli dichiarava che, come promesso, non si stava presentando alla città “a mani vuote”, ma che quei fogli erano “pieni di fatti, di misure concrete”.

Il decreto, è stato finalmente ed effettivamente licenziato dal Consiglio dei Ministri il 27 Settembre e pubblicato, dopo la firma del Presidente della Repubblica, sulla Gazzetta Ufficiale il 28 Settembre.

Chiunque si sia preso la briga, come ho fatto io, di leggere il testo di quel decreto, ha scoperto subito, che era lacunoso, con alcune zone grigie (come poi denunciato anche dal presidente dell’Autorità nazionale dell’anticorruzione Raffaele Cantone), sicuramente insufficiente e passibile di ricorsi in alcuni suoi punti; in quel decreto inoltre sono finiti argomenti che poco c’entrano con Genova come un condono per Ischia, misure urgenti per gli eventi sismici verificatisi in Italia centrale , la cabina di regia Strategia Italia, disposizioni urgenti sulla gestione dei fanghi di depurazione, progettazione degli interventi di messa in sicurezza degli edifici scolastici, misure urgenti in favore dei soggetti beneficiari di mutui agevolati, trattamento straordinario di integrazione salariale per le imprese in crisi.

Mentre quindi a Genova iniziavano a partire le prime manifestazioni di protesta, dal Ministero delle Infrastrutture, ci facevano sapere che il decreto sarebbe stato modificato ed integrato (infatti nel frattempo, è passato un emendamento che riammette Autostrade nella demolizione, ma forse non solo in quella, del Ponte Morandi), ma che non andava criticato perché era stato “scritto col cuore”…

Il 24 Settembre, intanto, il Consiglio dei Ministri, approva il Decreto Sicurezza e il vice premier Salvini procede immediatamente ad annunciarlo con gran clamore sui social.

Anche in questo caso, chiunque abbia avuto la curiosità di leggere quel testo per capire cosa ci aspettasse, avrà notato una stranezza: il testo non c’era, o meglio, erano diversi i siti che fornivano il testo approvato, ma i testi erano diversi tra loro; il titolo stesso del testo era “Schema di decreto legge…”

Il Decreto però, non è stato subito inviato al Quirinale per la firma, come di prassi (e come necessario perché venga pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e diventi quindi operativo, non basta un annuncio sui social, purtroppo) e quando finalmente viene inviato (ad Ottobre), si scopre che ci sono state modifiche importanti, anche se il Viminale, che ha inviato il testo al Quirinale, nega.

Il Decreto, firmato dal Presidente Mattarella, pur con alcuni rilievi al Premier Conte, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 4 Ottobre; il titolo, almeno non si riferisce più ad uno schema, ma direttamente alle disposizioni urgenti, spetta ora al Parlamento emendarlo, eventualmente e trasformarlo in legge.

Qualche giorno fa, per la precisione il 17 Ottobre, l’altro vice premier, Di Maio, durante la puntata di “Porta a Porta” afferma:

È accaduto un fatto gravissimo! Il testo sulla pace fiscale che è arrivato al Quirinale è stato manipolato. Nel testo trasmesso alla presidenza della Repubblica, ma non accordato dal Consiglio dei Ministri, c’è sia lo scudo fiscale sia la non punibilità per chi evade. Noi del MoVimento 5 Stelle in Parlamento non lo votiamo questo testo se arriva così. Questa parte deve essere tolta. Non ho mai detto che si volevano aiutare i capitali mafiosi. Non so se una manina politica o una manina tecnica, in ogni caso domattina si deposita subito una denuncia alla Procura della Repubblica perché non è possibile che vada al Quirinale un testo manipolato!

(denuncia riportata anche sui social, da cui il testo qui sopra è stato copiato per intero).

Ancora una volta, ci troviamo di fronte ad un’anomalia: il testo è qualcosa su cui ci si è accordati, non è un testo approvato dal CdM e comunque, non è stato inviato subito al Presidente della Repubblica per la firma, come infatti, la nota diramata la sera stessa dal Quirinale confermava.

Segue a queste dichiarazioni, un notevole e più che giustificato trambusto, che sommato alla sonora bocciatura da parte di Bruxelles della manovra economica proposta dal governo gialloverde, impone una “serrata dei ranghi” ed un nuovo consiglio dei ministri che decida quale linea seguire.

Ciliegina sulla torta, il vice premier Salvini, annuncia che non parteciperà all’incontro perché c’è il derby…

Forse sono un’illusa io, a pensare che ci si candida a guidare il Paese e si accetta la responsabilità che ne consegue, solo se c’è la volontà di mettersi al servizio di quel Paese che ti sta dando fiducia, che il rispetto per le Istituzioni sono anche rispetto dei cittadini e delle cittadine.

Forse sto diventando vecchia e semplicemente non riesco a capacitarmi di figure istituzionali che delegano ogni tipo di comunicazione ai social o ai media allineati, ma ho sicuramente ben chiaro, che un decreto non diventa operativo solo perché se ne è parlato sui social, che un testo deve essere approvato e che per non essere modificato, subito dopo l’approvazione, deve essere inviato a chi ha il potere e l’autorità per renderlo operativo.

A differenza di coloro che hanno votato le 2 componenti di questo governo (perché nel caso, non ve ne foste ancora accorti, nessuno lo ha votato questo governo: il M5S, correva da solo e la Lega era alleata di Forza Italia e Fratelli d’Italia…), io e tante altre persone come me, eravamo perfettamente consapevoli che i miracoli promessi erano irrealizzabili e che fosse quasi impossibile mantenere tutte le promesse ed è proprio per questo motivo che sentir accampare simili scuse, assistere impotenti ad un simile sfoggio di incompetenze porta ad esclamare dal profondo del cuore  una sola parola:

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Classe 66. Nata e cresciuta a Genova. Ho studiato russo al Liceo Deledda, mi sono laureata in Economia e Commercio. Lavoro come impiegata amministrativa. Ho una figlia.
Sognatrice, ma coi piedi ben piantati a terra. Co Portavoce del Comitato Possibile Full Monty di Genova.

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