Sarebbe stato tutto molto semplice, pensare di creare una rete capillare di medici e infermieri sul territorio, in grado di seguire un numero di pazienti affetti da covid o presunti tali, direttamente nelle loro abitazioni, in grado di capire le problematiche e cercare di limitare gli accessi impropri in pronto soccorso. Si trattava di lavorare in équipe con i medici di famiglia , vista l elevata mole di lavoro che hanno in questi giorni.

Molto semplice pensare di allestire strutture, peraltro già presenti sul territorio e molte di queste vuote o parzialmente utilizzate (osp. Gallino, sant’Antonio di Recco, padiglioni dei vari ospedali, strutture della asl di quarto), con strumenti di diagnostica e personale assunto e formato, in grado di ricevere e alleggerire il carico di lavoro degli ospedali.





Pensare di assumere personale, vista la finestra che il virus ci ha concesso e non farlo in fretta ,senza una logica, in queste fasi, mandando allo sbaraglio neo laureati senza alcuna esperienza.

Molto facile e semplice chiudere reparti e ambulatori per dedicarsi solo al covid.

Non esiste solo il covid, ma viviamo in una regione con 600.000 pazienti cronici, più o meno la metà della popolazione e ci ritroveremo con un effetto boomerang già visto a maggio – giugno, dove purtroppo molti di questi soggetti si vedranno non aggiornati i piani terapeutici con conseguente aggravamento delle loro condizioni generali.





Tutto questo e molto altro sarebbe stato facile e bello , bastava pensare e programmare, ma oggi la realtà è decisamente brutta e tanto difficile.

Concludo con le parole di una mia cara amica, nonché dottoressa del pronto soccorso, impegnata in prima linea:

“Sarebbe bastato fare precocemente più tamponi sul territorio e con un rapido tracciamento dei contatti, forse avremmo contenuto questi numeri…..anziché pensare alla campagna elettorale da mesi, alle fiere e manifestazioni pubbliche, dove si decantava sicurezza e distacco da quella che già pochi giorni fa era la realtà che ci circondava, e magari limitarsi a pranzi e cene al Makò, con alcuni esponenti della politica nazionale.”

Grazie Francesca per il tuo contributo e buon lavoro a tutte/i.

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Bio & Info

Mi chiamo Giovanni Pellegrini, Gianni per parenti e amici . Sono nato a Genova il 9 marzo 1971 a Marassi. La mia famiglia è l’esempio di come gli opposti spesso si attraggano e di come si possa sempre trovare un punto d’incontro : mia madre casalinga democristiana e mio padre comunista operaio del ex mercato di Corso Sardegna ne sono la dimostrazione vivente :amarsi e stimarsi anche nelle differenze . Sono cresciuto coltivando valori universali quali la solidarietà, l’accoglienza e l’uguaglianza . Senza se e senza ma. Ho intrapreso la professione Infermieristica e ancora oggi, a distanza di oltre 25 anni , riconosco che non avrei potuto fare scelta migliore. Sono orgoglioso della mia professione ,che mi arricchisce giorno dopo giorno e mi permette di stare a contatto con le persone e con i loro bisogni reali .
Lavoro nel Dipartimento di Emergenza Sanitaria Territoriale, 118 Genova Soccorso, presso il Policlinico San Martino di Genova.
Alle regionali 2020 mi sono candidato nella lista di Linea Condivisa, al fianco di Gianni Pastorino, ottenendo un risultato tanto eccellente quanto inaspettato.
Per me la sanità pubblica e tra le conquiste più belle della nostra Italia repubblicana ; bisogna difenderla ,affinché resti pubblica e universale. Dobbiamo potenziare i servizi territoriali, prestare la massima attenzione alle fasce più deboli, alle famiglie con pazienti affetti da gravi handicap e creare punti di ascolto per le famiglie in difficoltà .
Questo il mio impegno.

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Mi chiamo Giovanni Pellegrini, Gianni per parenti e amici . Sono nato a Genova il 9 marzo 1971 a Marassi. La mia famiglia è l’esempio di come gli opposti spesso si attraggano e di come si possa sempre trovare un punto d’incontro : mia madre casalinga democristiana e mio padre comunista operaio del ex mercato di Corso Sardegna ne sono la dimostrazione vivente :amarsi e stimarsi anche nelle differenze . Sono cresciuto coltivando valori universali quali la solidarietà, l’accoglienza e l’uguaglianza . Senza se e senza ma. Ho intrapreso la professione Infermieristica e ancora oggi, a distanza di oltre 25 anni , riconosco che non avrei potuto fare scelta migliore. Sono orgoglioso della mia professione ,che mi arricchisce giorno dopo giorno e mi permette di stare a contatto con le persone e con i loro bisogni reali .
Lavoro nel Dipartimento di Emergenza Sanitaria Territoriale, 118 Genova Soccorso, presso il Policlinico San Martino di Genova.
Alle regionali 2020 mi sono candidato nella lista di Linea Condivisa, al fianco di Gianni Pastorino, ottenendo un risultato tanto eccellente quanto inaspettato.
Per me la sanità pubblica e tra le conquiste più belle della nostra Italia repubblicana ; bisogna difenderla ,affinché resti pubblica e universale. Dobbiamo potenziare i servizi territoriali, prestare la massima attenzione alle fasce più deboli, alle famiglie con pazienti affetti da gravi handicap e creare punti di ascolto per le famiglie in difficoltà .
Questo il mio impegno.

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