Siamo ancora in attesa di conoscere il reale contenuto della richiesta fondi inviata al MIT per il trasporto pubblico locale della città, ma quanto già si conosce è sufficiente per affermare che il sindaco Bucci ha sempre mentito a sé stesso e alla popolazione, promettendo che le 4 linee di forza si sarebbero realizzate con le tranvie.

E non si capisce nemmeno perché vi sia questa poca trasparenza nel non rendere, o aver già reso, di pubblica consultazione tale documentazione che, di fatto, ha un’altissima valenza per il futuro strategico della mobilità di Genova.

Appare evidente l’impasse di un sindaco che per tutta la campagna elettorale e non solo, ha raccolto consensi puntando in gran parte sulla strategia tranviaria per una decisa trasformazione della modalità di trasporto pubblico nella città.

E’ un fatto molto grave anche perché evidenzia come il sindaco non abbia assolutamente il controllo della situazione e di come, insieme all’intera macchina comunale, non sia in grado, a tutt’oggi, di avere una visione di insieme e una progettazione lungimirante per il bene della città.

Il mondo intero ha puntato e sta puntando sul trasporto tranviario e con esso coglie l’occasione di riprogettare completamente l’assetto urbanistico delle città. A Genova invece la “riqualificazione urbanistica” è il parametro meno importante, tanto da essere inserito come ultimo per importanza nella scala dei parametri utilizzati per indicare il filobus come tipologia di trasporto.

Così facendo Genova non trarrà alcun beneficio; si ritroverà 150 filobus che si muoveranno adattandosi alle critiche condizioni di traffico e alle cattive abitudini dei più indisciplinati. Il traffico privato non sarà incentivato a spostarsi sul trasporto pubblico che, con le tranvie, diverrebbe di gran lunga più conveniente sotto ogni profilo.

Nelle altre città, Firenze la più recente, il tram abbatte l’uso delle automobili private e lo fa con numeri che non possono essere certo trascurabili; parliamo di 12 mila auto in meno nella fascia 7-10 del mattino.

Tutto ciò, ribadisco, a favore della riqualificazione urbana e dell’ecosostenibilità ambientale.

L’inversione di rotta di Bucci non trova spiegazione né giustificazioni e si deve lavorare affinché, prima che sia troppo tardi, si rivedano le scelte indicate su quel documento o per Genova e i genovesi non cambierà nulla e non ci sarà alcun beneficio.

In tal senso mi auguro che tutte le opposizioni locali facciano fronte comune.

Nel frattempo vi segnalo un importante evento sul tema organizzato dal comitato Sì Tram, che si svolgerà lunedì 25 febbraio alle 17.30 presso la Sala CAP di Via Albertazzi e al quale, fra gli altri, parteciperà anche Fiorenzo Pampolini, ex “saggio” della giunta Bucci, che per primo ha dato le proprie dimissioni contrastando le nuove politiche sulla mobilità pubblica del sindaco.


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Classe ’77, Operatore Tecnico Specializzato 118 e formatore BLSD e PTC, ex Portavoce Comitato Possibile 5.0 di Genova, orgogliosamente Possibilista.

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Classe ’77, Operatore Tecnico Specializzato 118 e formatore BLSD e PTC, ex Portavoce Comitato Possibile 5.0 di Genova, orgogliosamente Possibilista.

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