Opera attesa da 17 anni e i cantieri continuano a essere fermi; giunta Toti la dichiara necessaria, ma non fa nulla per superare l’impasse.

Stamane audizione gremita, in commissione Attività Produttive, per affrontare la questione del nodo ferroviario di Genova. Partecipano CGIL e UIL, le associazioni Metrogenova, Sì Tram, Legambiente Liguria, il comitato Liberi Cittadini di Certosa e il comitato spontaneo cittadini di Borzoli e Fegino. (Grande) assente ingiustificato RFI.





Siamo di fronte ad una fra le massime incompiute di Genova: un’opera annunciata da 17 anni e progettata da 13; l’inizio dei lavori risale al 2010, mentre la consegna sarebbe dovuta avvenire nel 2016. Siamo nel 2019 e il nodo ferroviario di Genova è completato solo al 40%. I dati si commentano da soli“.

Così Gianni Pastorino, capogruppo di Linea Condivisa, dopo aver presenziato all’incontro e prosegue:

Un’opera fondamentale, grazie alla quale sarebbero sestuplicati i binari fra Principe e Brignole, consentendo la differenziazione fra treni a lunga percorrenza, merci, trasporto pendolari. Eppure oggi i cantieri sono completamente fermi, nonostante che l’opera sia finanziata al 100%.

Non solo: è incredibile che allo stato attuale, dopo così tanto tempo trascorso, non esista ancora un piano di distribuzione delle terre di scavo. E manca completamente il coordinamento fra Regione e Comune di Genova sulla programmazione dei trasporti locali. Anche se fossimo in un Paese perfetto, in cui nel 2023 il nodo ferroviario di Genova vedesse la luce pur con 7 anni di ritardo, c’è il rischio che quel giorno non ci sarà alcuna connessione col trasporto urbano.





Tante dimostrazioni che la giunta Toti non creda e non si impegni in quest’opera, anche se poi la dichiara necessaria. Perché le grandi opere si riducono a essere uno strumento elettorale, che si sventola in faccia ai cittadini con comunicati stampa.

Invece, questa giunta dicesse cosa ha fatto, in concreto, per superare le impasse emerse dalla realizzazione del nodo ferroviario di Genova.

Una giunta che manca di autorevolezza nei confronti di RFI, la quale non si perita neppure di presenziare all’audizione odierna. L’azienda si conferma del tutto insensibile nei confronti dei territori e degli enti pubblici.

Nonostante sia stato chiesto espressamente in consiglio regionale, questa giunta non intende rinegoziare il contratto di servizio con Trenitalia: l’assurdità è che ci vincoliamo per 15 anni, senza nessun aumento di chilometri (unica regione in Italia) e senza un ragionamento di prospettiva per il momento in cui il nodo ferroviario sarà compiuto.

Altrove, come in Piemonte e Lombardia, la Regione ha tenuto ben altra posizione, intervenendo addirittura su questioni riguardanti il trasporto metropolitano. Ma sembra che la giunta Toti resti amica del traffico su gomma a tutti i costi, non esercitando nessun ruolo per contemperare la realizzazione del nodo ferroviario genovese con le strategie per il traffico urbano.





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Classe ’77, Operatore Tecnico Specializzato 118 e formatore BLSD e PTC, ex Portavoce Comitato Possibile 5.0 di Genova, orgogliosamente Possibilista.

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Classe ’77, Operatore Tecnico Specializzato 118 e formatore BLSD e PTC, ex Portavoce Comitato Possibile 5.0 di Genova, orgogliosamente Possibilista.

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