Sul TPL a Genova si scoprono finalmente le carte, ed era inevitabile viste le utime evoluzioni che animavano il timore di propendere pericolosamente verso una sempre più incerta scelta del sistema tranviario come “sistema strategico”.

Decenni di dibattito si sono susseguiti da quel non troppo lontano 1966, anno in cui la splendida rete tranviaria genovese, motivo di pregio in tutta l’Europa che mostrava ammirazione a un modello di efficienza e complessità ingegneristica senza paragoni, cessò definitivamente di esistere; scelleratamente smantellata nel nome del “boom economico” e nella totale incapacità degli amministratori di allora.

Ma dalla notte di quel 27 dicembre 1966, in cui la superstite linea 12 compì l’ultima corsa del tram a Genova, si può dire che questa tipologia di trasporto pubblico si è preso una grande rivincita in tutto il mondo; in tutto il mondo tranne a Genova che lo tradì inesorabilmente e che ancora oggi lo tradisce.

Eppure il sindaco Bucci ne ha parlato in ogni luogo; dapprima in campagna elettorale e poi proseguendo anche dopo; promettendo, assicurando, promuovendo. 
E invece no. 
Bucci ha già perso l’occasione di “staccare” una volta per tutte la spina dell’eterno dibattito che a Genova, virtualmente, ha visto passare monorotaie, funivie, cabinovie; a meno che non mi sia sfuggito mancano seggiovie, ancore e skilift. 
E, alla fine, è tornato lì: al filobus; in direzione ostinata e contraria a tutto il resto del mondo.

Lo stesso mondo che cita spesso il sindaco Bucci; dal quale piace tanto carpirne le innovazioni, l’high-tech, gli skyline, non perdendo occasione di portarli ad esempio per una visione di #Genovameravigliosa.

Ma quando ti manca il coraggio non c’è nulla che tenga; non ci si guarda più in giro, non si prendono più spunti. Non si ascoltano nemmeno tutte quelle città che hanno adottato o riscoperto il tram, anche compiendo scelte coraggiose e a volte non appoggiate dall’opinione pubblica; oggi dicono tutte, amministrazioni e residenti all’unisono, che non tornerebbero più indietro; perché il sistema tranviario non solo si è dimostrato il sistema di trasporto pubblico più efficiente, economico ed ecologico, ma si è rivelato anche un valore urbanistico aggiunto, che ha migliorato, ornato e arricchito l’estetica delle città stesse.

Non si ascoltano i cittadini, anzi li si prende in giro.
Delle tante promesse sparse nel tempo e nei vari organi d’informazione, ne ho scelto principalmente due; le ritengo fra le più significative di questa ennesima bischerata.

Del tram, invece, nonstante tutto, nonostante #Buccimeraviglioso, vi lascio questo bel ricordo del grande Marzari: 

ma che cîne, ma che tiâtro, se voéi divertîve, a-a doménega anævene in sciù e in zu ’n sciô tranvài! 
Scignôri bigétto!

E se anche con questo sindaco, “manager”, si perde ancora una volta l’occasione di fare l’unica scelta davvero “saggia” per il trasporto pubblico a Genova, io non perdo la speranza di riuscire, prima o poi, a vederlo riscattato; il tram.

Tram a Genova? No, filobus; le false promesse di #Buccimeraviglioso

Sul TPL a Genova si scoprono finalmente le carte, ed era inevitabile viste le utime evoluzioni che animavano il timore di propendere pericolosamente verso una sempre più incerta scelta del sistema tranviario come "sistema strategico". Decenni di dibattito si sono susseguiti da quel non troppo lontano 1966, anno in cui la splendida rete tranviaria genovese, motivo di pregio in tutta l'Europa che mostrava ammirazione a un modello di efficienza e complessità ingegneristica senza paragoni, cessò definitivamente di esistere; scelleratamente smantellata nel nome del "boom economico" e nella totale incapacità degli amministratori di allora. Ma dalla notte di quel 27 dicembre 1966, in cui la superstite linea 12 compì l'ultima corsa del tram a Genova, si può dire che questa tipologia di trasporto pubblico si è preso una grande rivincita in tutto il mondo; in tutto il mondo tranne a Genova che lo tradì inesorabilmente e che ancora oggi lo tradisce.Eppure il sindaco Bucci ne ha parlato in ogni luogo; dapprima in campagna elettorale e poi proseguendo anche dopo; promettendo, assicurando, promuovendo. E invece no. Bucci ha già perso l'occasione di "staccare" una volta per tutte la spina dell'eterno dibattito che a Genova, virtualmente, ha visto passare monorotaie, funivie, cabinovie; a meno che non mi sia sfuggito mancano seggiovie, ancore e skilift. E, alla fine, è tornato lì: al filobus; in direzione ostinata e contraria a tutto il resto del mondo.Lo stesso mondo che cita spesso il sindaco Bucci; dal quale piace tanto carpirne le innovazioni, l'high-tech, gli skyline, non perdendo occasione di portarli ad esempio per una visione di #Genovameravigliosa. Ma quando ti manca il coraggio non c'è nulla che tenga; non ci si guarda più in giro, non si prendono più spunti. Non si ascoltano nemmeno tutte quelle città che hanno adottato o riscoperto il tram, anche compiendo scelte coraggiose e a volte non appoggiate dall'opinione pubblica; oggi dicono tutte, amministrazioni e residenti all'unisono, che non tornerebbero più indietro; perché il sistema tranviario non solo si è dimostrato il sistema di trasporto pubblico più efficiente, economico ed ecologico, ma si è rivelato anche un valore urbanistico aggiunto, che ha migliorato, ornato e arricchito l'estetica delle città stesse.Non si ascoltano i cittadini, anzi li si prende in giro.Delle tante promesse sparse nel tempo e nei vari organi d'informazione, ne ho scelto principalmente due; le ritengo fra le più significative di questa ennesima bischerata.Del tram, invece, nonstante tutto, nonostante #Buccimeraviglioso, vi lascio questo bel ricordo del grande Marzari: "ma che cîne, ma che tiâtro, se voéi divertîve, a-a doménega anævene in sciù e in zu ’n sciô tranvài! Scignôri bigétto!"E se anche con questo sindaco, "manager", si perde ancora una volta l'occasione di fare l'unica scelta davvero "saggia" per il trasporto pubblico a Genova, io non perdo la speranza di riuscire, prima o poi, a vederlo riscattato; il tram.

Pubblicato da Roberto Schenone su Mercoledì 6 febbraio 2019

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Classe ’77, Operatore Tecnico Specializzato 118 e formatore BLSD e PTC, ex Portavoce Comitato Possibile 5.0 di Genova, orgogliosamente Possibilista.

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Classe ’77, Operatore Tecnico Specializzato 118 e formatore BLSD e PTC, ex Portavoce Comitato Possibile 5.0 di Genova, orgogliosamente Possibilista.

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