Sigilla contatore per morosità, tecnico accoltellato a Genova
Un uomo di 33 anni è stato accoltellato questa mattina a Sampierdarena ed è stato ricoverato all’ospedale Villa Scassi: si tratta di un operaio di una ditta incaricata dalla Smag che stava sigillando un contatore dell’acqua perché lo stabile risulta moroso da tempo. L’acqua era stata già chiusa in precedenza, ma il contatore era stato abusivamente riaperto più volte: per questo l’operaio era stato inviato per verificare e mettere nuovamente i sigilli. A notare il lavoratore, due residenti del palazzo, padre e figlio, che si sono accaniti su di lui. Il 33enne è stato aggredito prima dal figlio, che ha 31 anni e gli ha spruzzato contro uno spray urticante, subito dopo è sceso il padre che lo ha colpito con una coltellata sotto l’ascella. Sul posto sono giunti i carabinieri. Soccorso dall’automedica del 118, l’uomo non ha perso conoscenza, ma è stato portato d’urgenza al pronto soccorso. L’aggressore, un uomo di 62 anni, è stato arrestato per lesioni aggravate, mentre il figlio è stato denunciato per lesioni.
“Siamo preoccupati di quanto accaduto questa mattina al lavoratore della Barbagli srl che, nel pieno della sua attività, è stato ferito durante lo svolgimento delle sue operazioni quotidiane” dichiarano Filctem, Femca, Uiltec, nel comunicare alla Capo Gruppo Barbagli l’astensione immediata nella giornata di oggi e per un’ora a fine turno di lavoro dei lavoratori SMAG a sostegno e in solidarietà al loro collega. Le segreterie sindacali, le RSU e i lavoratori “denunciano che è necessario trovare una soluzione al riguardo specie su attività più sensibili e svolte in zone della nostra città critiche, individuando una modalità che garantisca la sicurezza degli operatori in questione che hanno rapporto diretto con l’utenza. A tale proposito – proseguono – le segreterie chiedono un incontro urgente all’azienda, alla committente, al Comune e agli enti preposti alla sicurezza cittadina per affrontare e trovare la strada utile al superamento dei problemi evidenziati”.



