Amt Genova, il punto della situazione in un’ordinaria follia: cosa va e cosa è fermo
Prima di proseguire oltre diciamo subito che:
- La metropolitana genovese è regolarmente in servizio salvo le chiusure serali anticipate in programma fino a domani (leggi QUI);
- Gli impianti ascensori, in particolare Magenta – Crocco, Manin – Contardo, Via Bari e Castelletto Levante, sono regolarmente in servizio;
- Le Funicolari Zecca – Righi e S.Anna sono regolarmente in servizio;
- La Ferrovia Genova – Casella è regolarmente in esercizio;
- La linea autobus 64, che era stata sdoppiata a causa di una frana in Via Carso, è tornata al regolare esercizio e percorso;
- Resta invece ferma la Cremagliera Principe – Granarolo, sulla quale sono in corso importanti lavori di manutenzione straordinaria, legati alle abbondanti precipitazioni verificatesi nei giorni 27 e 28 agosto che hanno compromesso la massicciata nel primo tratto da Principe. Amt Genova prevede il termine dei lavori per la fine della prossima settimana. Attualmente il sevizio è svolto dal bus sostitutivo G1.
Dunque possiamo dire che, rispetto alla situazione creatasi nel corso e a seguito degli eccezionali eventi atmosferici del 27 e 28 agosto, la normalità si sia ristabilita per la quasi totalità degli impianti speciali gestiti da Amt Genova; unica eccezione, appunto, la nostra bellissima Cremagliera.
E no, non mi sono dimenticato dell’ascensore di Villa Scassi; è solo che si tratta di una diversa e vergognosa pagina che nulla a che vedere con i fermi legati agli eventi dei giorni scorsi.
Del ritorno alla normalità, bisogna riconoscerlo (e forse lo si fa davvero poco), va dato merito al personale delle squadre tecniche di Amt e alle loro competenze e capacità.
A partire da quello specializzato sulla Ferrovia Genova-Casella, forse addirittura più affezionato di tutti noi all’infrastruttura, sino ai tecnici e meccanici di tutti gli altri impianti.
Ma allora, vi domanderete, perché titolare questo articolo di “ordinaria follia” se alla fine tutto o quasi sembra essere stato risolto?
Perché il problema dell’ordinaria follia, in Amt, è espressamente legato alle metodologie comunicative con le quali l’azienda informa gli utenti dell’andamento del servizio, riuscendo a creare confusione anche laddove sembrerebbe impossibile riuscirvi.
Prendiamo, ad esempio, la comunicazione apparsa il 29 agosto sul sito di Amt dove veniva “revocata” la chiusura anticipata della Funicolare Zecca-Righi prevista per il successivo 30 agosto. Io non ho potuto verificare personalmente per cui voglio dare per buona l’ipotesi che alle fermate, ai cancelli e sulle vetture dell’impianto fossero affisi degli avvisi cartacei che comunicavano tale chiusura; ciò che posso affermare con assoluta certezza è che né attraverso il sito, il canale Telegram o altri canali social, tale chiusura sia stata mai formalizzata.
Ancora più recenti le confuse comunicazioni di ieri dove alle 17.22, sul proprio sito, Amt comunicava un aggiornamento contenente, fra gli altri punti, il proseguo della chiusura della Funicolare Sant’Anna mentre, un’ora più tardi, sul canale Telegram ne comunicava la ripresa dell’esercizio.
Tale comunicazione è poi apparsa anche sulla pagina Facebook ma solo alle 20.47, mentre su sito Amt è comparsa poco prima di Facebook e solo mediante la modifica di una precedente comunicazione, che quindi non richiamava su di sé alcuna attenzione.
E di esempi di comunicazioni confuse ve ne sono parecchi altri; almeno tanti da riempire ancora una paio di pagine d’articolo.
Ve ne cito ancora uno, abbastanza recente in quanto riferito al 6 luglio scorso, dove l’utenza ha appreso della sospensione del servizio della Funicolare Sant’Anna per operazioni di sfalcio, solo a chiusura già avvenuta, ovvero alle 13.30, trovandosi improvvisamente chiusi gli accessi. I più tecnologicamente aggiornati lo appresero qualche minuto prima, alle 13.17, attraverso il canale telegram mentre sul sito è comparsa circa 40 minuti dopo la chiusura; sulla pagina social non è mai stata comunicata.
Insomma, per concludere, di Amt Genova ne ho già parlato più volte e, credetemi, avrei più piacere di parlarne al meglio piuttosto che dover sempre evidenziarne punti deboli di non poco conto. Ma non è semplice.
L’ho evidenziato più volte ma Amt Genova ha più di un problema: dalle esternalizzazioni delle manutenzioni che si ripercuotono sulla scarsa efficienza del parco mezzi (ricorderete senza dubbio porte e ruote che si staccano, gigantesche fumate nere dagli scarichi degli autobus, mezzi che vanno a fuoco, condizionatori rotti, etc..) ai “difetti” di comunicazione come quello di cui vi ho parlato oggi.
Nel mezzo c’è molto altro; come, ad esempio, la forte pressione del Comune sul tema della gratuità che mette a dura prova l’equilibrio dei bilanci, oppure la forte vocazione innovativa con la progettazione, ad esempio, di impianti funiviari molto onerosi in termini di mantenimento e fonte di lecita preoccupazione sempre in tema di bilancio.
Ma abbiamo poi anche problemi molto più diretti sull’utenza come linee troppo congestionate e servite da un’insufficiente portata di mezzi a disposizione, oppure orari mal calibrati rispetto ai flussi effettivamente in essere.
Non tutto può essere perfetto, vero, specie quando parliamo di aziende di trasporto pubblico, però è anche vero che tutto può essere perfettibile e sarebbe ora che questa capacità venisse fuori, almeno per le piccole cose; almeno nel saper comunicare quotidianamente senza che il quotidiano si ripeta in “un giorno di ordinaria follia”.



