Nella classifica nazionale la Liguria risulta al quinto posto per l’età più vecchia del materiale rotabile in circolazione e la linea Genova-Ventimiglia è al nono posto fra le 10 linee peggiori in Italia. Questo il rapporto “Pendolaria 2018” stilato da Legambiente.

E se volete un primo posto non preoccupatevi: la Liguria vince su tutte con un aumento del 48,9% delle tariffe nel periodo 2010 – 2018 con un taglio del 5,2% dei treni in circolazione. Un record assoluto.

Riguardo all’età media dei rotabili il dato disarmante è che su un totale di 66 treni regionali il 65% ha più di 15 anni di età; l’età media dei nostri rotabili è di 18,6 anni.

E con Trenitalia abbiamo firmato, no scusate, Toti ha firmato un anomalo contratto di servizio di 15 anni.

Si apre una nuova era per il trasporto ferroviario sul territorio regionale” recitava Regione Liguria il 12 gennaio scorso dopo la firma del contratto di servizio, nel quale si promette il rinnovo del 100% della flotta nell’arco di 5 anni.

Uno è già trascorso e i dati non sembrano avvalorare la tesi.

E anche quando (quando?) saranno messi in circolazione i 15 Pop e 5 Jazz promessi da Trenitalia, avremo sì un parco rotabili un po’ più giovane ma con treni già duramente contestati in quanto non in grado di soddisfare i requisiti richiesti sulle nostre tratte. E comunque sia avremo ancora gli oltre 20 Vivalto che, nel frattempo, invecchiano sempre di più.

Ma tornando a Pendolaria 2018 ecco, testualmente, il rapporto sulla Genova – Savona – Ventimiglia:

per chi frequenta i 147 km di questa linea ferroviaria continuano le criticità e proteste. Il materiale rotabile non risulta assolutamente in grado di soddisfare le richieste dei pendolari e dei turisti. Anche sulla puntualità dei treni piovono lamentele, ma i pendolari lamentano soprattutto convogli vecchi, con sedili rattoppati, bagni sporchi e maleodoranti specialmente in estate. Ed al contrario nei periodi più freddi i pendolari vedono il passaggio di “treni-frigorifero” con carrozze al ghiaccio perché il riscaldamento spesso risulta guasto.

E su questa tratta si riporta, molto chiaramente, anche l’incompiuta del raddoppio ferroviario di quei 31 chilometri ancora oggi, nel 2018, percorribili a binario unico. Progettazione ferma al MIT, che riguarda un bacino di utenza di 90.000 abitanti, e al quale mancano i fondi necessari: dei 1.540 milioni necessari ne sono oggi disponibili solo 266 milioni.

L’altra incompiuta messa in evidenza riguarda il Nodo di quadruplicamento della tratta Genova Voltri – Genova Brignole, opera che doveva concludersi nel 2016 e che oggi, invece, è appena al 40% del suo completamento e, come più volte abbiamo già detto, ferma al palo nonostante dal punto di vista economico sia messa decisamente meglio: 581,4 milioni disponibili sui 622,4 complessivi.

Con questo rapporto si compie il giro della ruota sul desolante panorama dello stato dell’arte sulle nostre ferrovie e che, nel mio piccolo, cerco di monitorare e denunciare ogni volta che posso. Per chi di voi ne avesse piacere, il rapporto è consultabile per intero nel pdf allegato qui di seguito.

Potete anche scaricarlo da QUI 

Pendolaria 2018

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Classe ’77, Operatore Tecnico Specializzato 118 e formatore BLSD e PTC, ex Portavoce Comitato Possibile 5.0 di Genova, orgogliosamente Possibilista.

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Classe ’77, Operatore Tecnico Specializzato 118 e formatore BLSD e PTC, ex Portavoce Comitato Possibile 5.0 di Genova, orgogliosamente Possibilista.

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