Anche io, come tante e tanti, mi sono sempre indignato alla tariffa di 2,50 €/h applicata da Genova Parcheggi senza alcuna distinzione.

Per questo accolgo favorevolmente la proposta del Vice Sindaco Balleari su un immediato intervento di riduzione delle tariffe; ma la accolgo solo in parte. Mi spiego.

Ridurre indistintamente le tariffe di posteggio in tutta la Città causerà inevitabilmente un effetto paradosso, o boomerang (come persone ben più esperte e titolate di me hanno già detto), che si ripercuoterà in una improvvisa invasione automobilistica nelle aree sensibili riportandoci ad una situazione congestionata simile a quella che si viveva negli anni 70/80; anni in cui le automobili la facevano da padrone indiscusse di ogni angolo di Genova.

Tanti anni di errori di valutazione hanno portato ad un ripensamento globale nella gestione degli accessi del traffico privato nelle grandi città, orientandosi a sistemi intermodali e attuando politiche di disincentivazione all’utilizzo dei veicoli privati incentivando l’uso del TPL.

Su questo si deve lavorare anche a Genova e questa deve essere la vision futura di Genova Parcheggi.

E’ un lavoro certamente non facile e che richiede sicuramente molte più competenze e analisi di quante ne possa avere e fare io.

A grandi linee, però, si deve pensare (e proseguire) sulle aree cosiddette “di interscambio”, poste o da porre ai confini dell’area centro e in altre aree strategiche e per le quali si possano applicare tariffe, anche simboliche, di posteggio legate all’utilizzo dei mezzi di trasporto pubblico.

Forme di abbonamento, poi, potrebbero essere messe allo studio per chi nel centro lavora ma che non ha la necessità di utilizzare la propria vettura per recarvisi.

Indubbiamente un buon lavoro è necessario anche sul fronte del TPL, con un efficientamento sia di carattere generale che di collegamenti fruibili.

Per le aree centrali si potrebbe ragionare su provvedimenti già attuati in altre città, come ad esempio la differenziazione tariffaria fra la prima e le successive ore, dove la prima ora di sosta ha un costo nettamente inferiore al fine di consentire lo svolgimento di una determinata “commissione” (ad esempio il ritiro di un acquisto voluminoso) per la quale si renda indispensabile l’utilizzo della propria autovettura.

In altre si applicano, invece, differenziazioni per fasce orarie

Questo è anche utile come parziale meccanismo di compensazione delle eventuali perdite prodotte dalle tariffazioni simboliche; compensazione che parzialmente andrebbe a carico degli “irriducibili” che vogliono a tutti i costi parcheggiare in centro a tariffa piena.

Quello che non possiamo permetterci, a mio avviso, è che posteggiare in un’area di interscambio a Molassana o a Genova Est (per fare degli esempi) possa avere lo stesso valore di posteggiare in Piazzale Mazzini o in Via Ceccardi (per fare altri esempi) perché a quel punto è ovvio che la seconda opzione avrebbe la meglio sulla prima così come è altrettanto ovvio che decadrebbe ogni qualsivoglia politica di incentivazione all’utilizzo del TPL e di riduzione dell’inquinamento (non solo ambientale).

Bisogna ragionare su una città “a passo d’uomo”, che ritrovi e faccia riscoprire il piacere di una vivibilità perduta, vivibilità che si può ottenere con una diversa percorribilità della città stessa grazie all’utilizzo di sistemi di trasporto di massa e non individuali, ben collegati (certo) ed efficienti (sacrosanto).

Si tratta anche di cultura in fondo, da infondere con convinzione.

Per questo sì, sono perfettamente d’accordo sulla necessaria rimodulazione di Genova Parcheggi, nell’assetto societario e soprattutto manageriale: concordo che Genova Parcheggi non deve produrre utili se non per fini di reinvestimento completo degli stessi in tema di efficientamento a vantaggio della Città.

Ma non posso essere d’accordo con una riduzione indiscriminata delle tariffe in ogni dove che non tiene conto dei devastanti effetti collaterali che rischia di riportarci in un sol balzo ad anni piuttosto bui della vivibilità di Genova.

Bene andare incontro alle esigenze di cittadini e cittadine ma attenzione a non confondere esigenza per ingordigia. E questo vale per entrambe le parti; l’una assetata del diritto di poter fare qualunque cosa a costo zero, l’altra desiderosa di ottenere feedback immediato dal proprio elettorato a discapito dei tempi ragionati per fare davvero bene.

In conclusione, quindi, invito apertamente il Vice Sindaco Balleari e tutta la giunta sotto la guida di Marco Bucci, a rivedere il progetto nel suo complesso prima che si arrivi all’irreparabile.

Mi metto anche a completa disposizione per ragionarci insieme, se necessario, senza distinzione politica (anche se ognuno resta nella propria area, sia chiaro) ma nell’ottica di fare del bene per ciò che ci accomuna; Genova.

 

 

 

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Classe ’77, Operatore Tecnico Specializzato 118 e formatore BLSD e PTC, ex Portavoce Comitato Possibile 5.0 di Genova, orgogliosamente Possibilista.

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Classe ’77, Operatore Tecnico Specializzato 118 e formatore BLSD e PTC, ex Portavoce Comitato Possibile 5.0 di Genova, orgogliosamente Possibilista.

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