C’è una storia che senza l’intervento di un certo Romildo Malatesta non avrebbe avuto il “lieto fine”: è la storia della Residenza Protetta Mosè De Negri nel Comune Di Davagna.

Succede tutto ad agosto del 2018 quando, a seguito della crisi della cooperativa Agorà d’Italia, cominciata a livello nazionale nel 2016 (ne parlai qui ), una comunicazione della Regione Liguria transita, come spesso accade, “per conoscenza” anche sulla casella di posta del Sindaco.

La comunicazione portava in seno un incontro negli uffici regionali di competenza nel quale si sarebbe dato inizio alla procedura di revoca dell’accreditamento sanitario alla struttura, con il conseguente trasferimento degli ospiti in altre strutture convenzionate; insomma la Mosè De Negri avrebbe chiuso i battenti.

Romildo, il Sindaco, non era formalmente invitato alla riunione indetta dalla funzionaria regionale (la mail, ripeto, transitava solo “per conoscenza”); tuttavia ne stampò una copia e con essa si precipitò nell’ufficio regionale in cui si sarebbe tenuto l’incontro.

Al suo arrivo c’è stupore e disorientamento da parte del personale dell’ufficio; la funzionaria stessa si rivolge a Romildo dicendogli che c’era un errore e facendogli intendere che la sua presenza non era formalizzata in alcuna comunicazione.

Il Sindaco non molla la presa e sventolando la copia cartacea della mail rivendica a gran voce il suo coinvolgimento proprio in seno a quella pervenuta “per conoscenza”.

Con evidente imbarazzo della funzionaria regionale, l’incontro si volge anche alla presenza del Sindaco (ricordo che è l’autorità sanitaria locale) e, per farla breve, Romildo ottiene una proroga di un mese nel quale dovrà adoperarsi per trovare una nuova cooperativa che subentri alla convenzione di Agorà.

Seguiranno giornate impegnative (ricordo che siamo ad agosto), fatte di appuntamenti, colloqui, telefonate.

Una faticata non da poco ma la tenacia di Romildo, finalmente, ottiene i suoi frutti: una cooperativa, la C.O.S. , è interessata a subentrare nella convenzione.

La Mosè De Negri è salva e con essa i suoi ospiti (molti dei quali residenti nel nostro Comune).

Sarebbero stati proprio loro a subire il trauma peggiore se avessero subito la separazione, non solo dalla struttura ma da un ambiente e da un clima di convivialità e convivenza che rappresentava, ormai, l’ultima dimora serena in cui trascorrere gli anni futuri.

La separazione “coatta” avrebbe avuto ripercussioni psicologiche e creato squilibri nella loro salute psico-fisica che non voglio nemmeno immaginare.

È grazie a quel Sindaco, Romildo Malatesta, che oggi posso raccontarvi questo lieto fine.

Romildo Malatesta - Davagna di Tutti

A lui voglio rivolgere un ringraziamento speciale, non solo per quanto ha fatto ma per come lo ha fatto; senza mai cavalcare l’onda dell’auto proclamazione, senza mai sfruttare l’operato svolto per farsene pubblicità politica.

Lo ha fatto quasi in silenzio, con spirito di servizio verso la propria Comunità; ed oggi, io che di questa Comunità ne faccio parte, voglio lasciarne memoria scritta. Così, “per conoscenza”.

Davagna di Tutti
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Classe ’77, Operatore Tecnico Specializzato 118 e formatore BLSD e PTC, ex Portavoce Comitato Possibile 5.0 di Genova, orgogliosamente Possibilista.

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Classe ’77, Operatore Tecnico Specializzato 118 e formatore BLSD e PTC, ex Portavoce Comitato Possibile 5.0 di Genova, orgogliosamente Possibilista.

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