Oggi non si è trattato di usura o scarsa manutenzione, che di per sé sarebbe già un fatto grave. Oggi non è stato un crollo improvviso, inaspettato.

Oggi c’erano tutti; lavoratori, progettisti, funzionari. E c’erano anche Antonella e Emidio che insieme a tanti altri stavano percorrendo quell’autostrada e dovunque fossero diretti, qualunque fosse il motivo, non avevano certo pianificato il lasciare che un cavalcavia fermasse per sempre il loro viaggio. E invece, il destino. NO! Non è il destino!

Il destino non c’entra proprio niente con quanto è accaduto oggi sulla A14, a quel maledetto km. 235+800.

Oggi, chi doveva, aveva la piena consapevolezza di quello che si stava facendo. Ne aveva la piena responsabilità.

E avrebbe dovuto averla anche per Antonella, per Emidio e per tutti quelli che insieme a loro stavano viaggiando, unici veri inconsapevoli certi solo del fatto che qualcuno garantisse la loro sicurezza, la loro incolumità. Certi del fatto che se quelle condizioni di sicurezza non ci fossero state nessuno li avrebbe fatti entrare su quella maledetta autostrada. E magari si sarebbero lamentati per il disagio di aver dovuto fare delle deviazioni ritardando i loro programmi. Anche Antonella ed Emidio, probabilmente. Ma non lo sapremo mai.

Loro hanno pagato il pedaggio autostradale senza mai arrivare a destinazione, l’hanno pagato con una moneta inaccettabile: la vita.

Solo che tanti altri, poco prima di loro, quel pedaggio l’hanno pagato con la regolare moneta. E quella è moneta che si conta, che ha valuta.

Quell’autostrada andava chiusa. Non esistono pedaggi a sufficienza che valgano una sola vita; figuriamoci due.

Autostrade per l’Italia è responsabile a pieno titolo e senza alcuna attenuante. Nulla potrà mai compensare la perdita di una vita, ma la Giustizia potrà almeno far sì che altre vite siano preservate nel futuro.

Mi auguro che la Procura si adoperi in maniera inflessibile nei confronti di coloro che sapevano, che dovevano.


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Classe ’77, Operatore Tecnico Specializzato 118 e formatore BLSD e PTC, ex Portavoce Comitato Possibile 5.0 di Genova, orgogliosamente Possibilista.

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Classe ’77, Operatore Tecnico Specializzato 118 e formatore BLSD e PTC, ex Portavoce Comitato Possibile 5.0 di Genova, orgogliosamente Possibilista.

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