Una mattina ti svegli, esci di casa e ti accorgi che nella via in cui risiedi ci sono gli agenti della Polizia Municipale che stanno sanzionando le auto parcheggiate, effettivamente, nei regolari limiti contrassegnati. Mettici anche che la cosa ti stupisce e ti domandi il perché stia accadendo una cosa che, apparentemente, può sembrarti senza senso. Mettici pure che, fra un po’ di incredulità per la situazione e un po’ di timore perché magari potresti esserti beccato la sanzione, ti sale anche un pochino di “carogna” (che noi genovesi ne abbiamo una a testa dalla nascita).

Da cittadino o cittadina, allora, istintivamente, ti affretti a raggiungere un agente per domandargli, magari anche con tono non proprio cordialissimo, il perché stiano facendo contravvenzioni a veicoli che sono regolarmente posteggiati.

L’agente ti spiega che tutto ciò accade perché “dovrebbe” svolgersi lo spazzamento programmato della strada, come indicato nella segnaletica verticale tramite apposita cartellonistica.

Cavolo (esclamazione ridotta per pudore), non te ne eri accorto e non puoi far altro che prenderne atto, ovviamente con la “carogna” che ti suggerisce comunque di non arrenderti senza nemmeno un “mugugno”. Ma sei pienamente consapevole di essere nel torto.

E’ tutto normale; se sei un cittadino.

Ma se sei il Primo Cittadino e ti chiami Marco Bucci, allora tutto cambia.

Esci di casa, ti accorgi di quanto sta accadendo e col fare tipicamente burbero e incline all’autoritarismo, a cui già ci ha abituati fin dal principio del suo mandato, urli all’agente rimproverandolo per quanto sta facendo, per il modo di come lo sta facendo.

Di fatto nemmeno tu, Primo Cittadino, ti eri accorto della nuova segnaletica verticale.

E allora qui, nella tua via, ti senti di dover prendere in mano la situazione in uno stato confusionale dove non si capisce se ti faccia arrabbiare di più il fatto che la tua stessa amministrazione non ti abbia informato della modifica (e perché mai dovrebbe d’altronde) o se sei più in preda ad un eccessivo attacco di “senso di comunità” che ti spinge a ritenere che sia stata commessa un’ingiustizia inqualificabile verso i tuoi concittadini e concittadine, co-residenti nella tua stessa via.

E’ caos, mentale.

Ti viene anche da dubitare sull’effettiva regolarità della segnaletica. Tilt.

Allora, nonostante l’agente (immagino un po’ fra difficoltà e imbarazzo) cerca di spiegarti che in realtà null’altro sta facendo se non applicare regolarmente il codice, tu gli intimi di “sospendere” l’operato e contattarti immediatamente il Comandante del Corpo.

L’agente non ha il numero personale del Comandante e allora ti ricordi di avercelo tu; sei il Primo Cittadino.

Lo chiami e anche se non sapremo mai cosa effettivamente vi siate detti (ammesso che tu gli abbia lasciato spazio di parola), pochi minuti dopo arriva l’ordine “ufficiale” di sospendere le operazioni.

Il risultato è che ci sono una quarantina di vetture che recano la classica “bolletta” sotto al tergicristallo e una restante cinquantina che, a dispetto delle prime, rimangono intonse.

NO, la macchina del Primo Cittadino non c’entra, non è né fra le prime né fra le seconde; ha il posteggio privato. E non c’entra nemmeno nulla (questo è ovvio) il fatto che nella stessa via ci sia l’attività commerciale della moglie, la pasticceria.

Però ieri mattina, in Via Alessi, il vero “pasticcio” l’ha fatto proprio il Primo Cittadino che tenendo un comportamento senza alcun dubbio poco rispettoso nei confronti dell’agente e del Corpo di Polizia Municipale, ha “deliberatamente interferito” in un’operazione assolutamente legittima.

E nei panni di un improvvisato sceriffo ha, magari involontariamente, infranto anche la legge vigente che prevede l’obbligatorietà di applicare la medesima sanzione a tutti i veicoli che, al momento dell’accertamento, si trovino nella medesima condizione. Senza disparità alcuna.

Sono tutti comportamenti che un Primo Cittadino non può in alcun modo permettersi, ancor meno pubblicamente.

Il sindaco Bucci, nelle ore successive, per minimizzare l’accaduto ha poi fornito una sua versione dei fatti motivando il suo intervento col fatto che, a suo avviso, è necessario “cambiare le procedure e informare meglio i cittadini“.

Si riferisce al fatto che fino a poco tempo prima il sistema di “avviso dello spazzamento” avveniva mediante la cartellonistica a cavalletto che veniva posizionata almeno il giorno antecedente le operazioni.

Una procedura, quest’ultima, piuttosto usuale a Genova e che, in tutta franchezza, l’ho sempre ritenuta assurda in quanto dispendiosa sia i termini economici che in termini di impiego di risorse umane. E questo vale anche per le precedenti amministrazioni.

Posto che, dato il cambiamento rispetto all’usuale procedura appena abbandonata in Via Alessi (speriamo lo facciano ovunque), possa essere concessa una riflessione sul preavvisare la popolazione circa il nuovo sistema di segnalamento, resta il fatto che la segnaletica stradale è assolutamente regolare e il codice della strada non prevede alcun “avviso preventivo”; prevede però che tutti i cittadini e cittadine lo conoscano e sappiano interpretarlo. E’ un dovere, anche civico.

Il fatto grave però, nonostante tutto, sta nel comportamento tenuto dal Primo Cittadino che, naturalmente, avrà ovvie conseguenze.

Prima fra tutte la pioggia di ricorsi che arriveranno da coloro che la contravvenzione l’hanno ricevuta e che si appelleranno al fatto che molti altri, in conseguenza all’intervento mal-destro del sindaco, invece sono stati risparmiati; di fatto una discriminazione.

Ci costerà di tempo, di risorse, di denaro.

E non basta dire “nessuno si è mai sognato di cancellare le multe e chi l’ha presa dovrà pagarla” perché, caro Primo Cittadino, non funziona proprio così. Anzi, chi l’ha presa non la pagherà proprio per la disparità che lei stesso ha creato e che costringerà il Tar a dover procedere nella direzione dell’annullamento. Però, tutto questo, lo pagheremo comunque tutti e tutte noi.

Bastava poco, un minimo di autocontrollo in più, e nonostante la sgradita sorpresa di ricevere una multa (per quanto legittima) lei sarebbe potuto poi intervenire a favore della cittadinanza chiedendo alla sua struttura apicale di migliorare “la procedura”. Sempre ammesso che sia davvero necessario farlo.

Invece ha preferito vestire i panni dello Sceriffo causando, fra gli altri, un piccolo danno “diplomatico” fra i residenti nel suo vicinato, dividendoli fra chi penserà che lei sia stato un “buon vicino” e chi invece la riterrà un “Sindaco ingiusto”.

D’altronde l’istinto discriminatorio è un po’ nella sua indole, no?

#Buccimeraviglioso

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Classe ’77, Operatore Tecnico Specializzato 118 e formatore BLSD e PTC, ex Portavoce Comitato Possibile 5.0 di Genova, orgogliosamente Possibilista.

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Classe ’77, Operatore Tecnico Specializzato 118 e formatore BLSD e PTC, ex Portavoce Comitato Possibile 5.0 di Genova, orgogliosamente Possibilista.

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